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Nuova legge urbanistica – I punti fondamentali

Nuova legge urbanistica – I punti fondamentali
Angeleri (LNP) “Uno strumento efficace che potrà far risparmiare le amministrazioni e rilanciare l’economia”

“Il nuovo strumento urbanistico approvato ieri in Consiglio è un atto di un’importanza fondamentale per i nostri territori. Si tratta di un cardine su cui tutte le amministrazioni potranno costruire il futuro delle realtà che governano, avendo a disposizione un nuovo quadro normativo snello, moderno, che fa del principio della sburocratizzazione e della trasmissione dei poteri a chi sta più vicino al territorio dei pilastri. Una legge che avrà ricadute in termini di risparmio per le Amministrazione e di rilancio dell’economia grazie al volano dell’ediliza”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Urbanistica e Consigliere regionale della Lega Nord Antonello Angeleri , rispetto all’approvazione definitiva della nuova legge urbanistica.

I punti fondamentali su cui si è basata la necessità di realizzare una riforma che dopo 36 anni di onorato servizio riscrive la legge Astengo del 1977, sono i seguenti:

Esigenza di semplificazione
oggi circa 300 comuni piemontesi, più di un quarto del totale dei comuni, hanno una pratica in attesa di risposta dagli uffici regionali e molti piani urbanistici (tipo quello della Città di Torino) hanno visto l’approvazione di miriadi di varianti. Alla Regione risultano almeno 300 varianti maggiori registrate e 6000 minori. Varianti che hanno stravolto gli strumenti urbanistici originali. In più ci sono almeno 20 mila piani attuativi privati in attesa di entrare in funzione;

Un mano tesa ai professionisti
C’è un esercito di almeno 10mila professionisti in Piemonte che attende linee guida certe e veloci nel settore Urbanistico; con la nuova legge si introducono nuove norme più veloci e si passa dal cartaceo all’informatico per le pratiche azzerando moltissime lungaggini; in più con la nuova legge urbanistica si tende una mano al rilancio dell’economia favorendo la ripresa del settore edilizio, da sempre vero traino per la ripresa;

Taglio dei tempi
Si tagliano i tempi di approvazione dei piani regolatori di almeno due terzi. Un Comune oggi per fare un nuovo piano regolatore ci mette dai sei agli otto anni, da oggi potrà farlo in due anni. Infatti, far passare troppo tempo per la realizzazione e approvazione di un piano regolatore significa farlo nascere già vecchio con indirizzi che non sono più attinenti a quanto deciso in origine;

La trasmissione dei poteri, la sussidiarietà
In pratica con la nuova legge si attribuisce agli enti Provincia e Comune la titolarità diretta di approvazione dei propri piani urbanistico territoriali. Il punto focale dell’intervento della Regione diventa la Conferenza di pianificazione dove la Regione è rappresentata da un unico funzionario, strumento che permette l’approvazione di un nuovo piano regolatore “chiavi in mano” appunto in circa due anni di media contro gli otto di prima.
Il punto fondamentale è la creazione di un metodo sussidiario che r Il punto fondamentale è la creazione di un metodo sussidiario che responsabilizzi il territorio velocizzando i processi e mantenendo in Regione solo una funzione regolativa più snella e ampia, fornendo supporto, tecnici, strumenti e sostegno tecnico alle amministrazioni del territorio che ne facciano richiesta;

Tutela del consumo del territorio
Con la nuova legge si impone una gestione più razionale del territorio. Tra le nicchie della vecchia legge, infatti, si potevano annidare obbrobri edili che poi magari era impossibile abbattere. Rendere più agevoli e snelle le pratiche, invece, significa anche consumare meno carta (grazie all’informatizzazione) ed energia per realizzarle. Dare la possibilità di abbattere e ricostruire non vuole dire disboscare o distruggere il verde esistente, al contrario significa tutelare le aree che veramente contano senza consumare altro territorio. Con la nuova legge urbanistica non si costruirà di più, ma si costruirà meglio e in modo più razionale.

“Per queste ragioni la riforma approvata è da considerarsi storica – ha concluso Angeleri -. Un documento che mette questa regione al passo con i tempi e sblocca una situazione urbanistica del Piemonte che aveva necessità di un nuovo quadro normativo.
Noi siamo convinti che grazie a questa nuova normativa ci saranno anche importanti ricadute sul rilancio delle attività produttive e sul lavoro, dato sottolineato dalle continue richieste che abbiamo ricevuto proprio da questi settori nei mesi passati perché si arrivasse a un’approvazione rapida della nuova legge Urbanistica.
Questo è un altro mattone, nella ricostruzione del Piemonte, posato dalla Regione a trazione leghista”.