Home » Comunicati stampa » Carossa: Grattacielo e bilancio, vergogna targata Bresso

Carossa: Grattacielo e bilancio, vergogna targata Bresso

“Non posso credere che dei dirigenti o dei funzionari, se non ‘spintaneamente’, abbiano avvallato il fatto che la gara per l’appalto del Grattacielo di Fuksas non dovesse essere rifatta a fronte di un progetto che non solo cambiava luogo di realizzazione, da Spina 1 all’area ex Avio, ma anche e sopratutto variava radicalmente la sua consistenza. Ricordiamo che, come leggiamo anche oggi sui giornali, sono cambiati l’altezza del grattacielo, da 74 a 204 metri, la cubatura è raddoppiata e anche il numero dei dipendenti che vi andranno a lavorare è passato da 1200 a 2650. Persino un ‘qualsiasi geometra’, come il sottoscritto, capirebbe che quella nuova è una realizzazione del tutto diversa dalla prima”. Lo ha dichiarato oggi il Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa , commentando le notizie sull’inchiesta della Corte dei Conti relativamente all’operato della Giunta Bresso sull’appalto di costruzione del grattacielo dell’archistar Fuksas.

“Spacciare tutto questo per buona amministrazione, come tenta di fare la Bresso, non solo è assurdo, ma è anche offensivo – ha aggiunto Carossa -. Esattamente come sono offensive le dichiarazioni della stessa Bresso quando tenta di giustificare le voragini di bilancio lasciate da lei e dalla sua giunta, di recente certificate dalla Corte dei Conti. Ricordiamo infatti che, come si legge dai carteggi, dal 2006 al 2010 il debito della Regione è salito di 2,3 miliardi di euro, di cui ben un miliardo nell’ultimo anno di suo governo”.
“Infine al Pd, che ancora oggi parla di buona e cattiva politica – ha concluso Carossa – consiglio di fare un profondo esame di coscienza e guardare al proprio interno per trovare conferma a certe affermazioni. Infatti è proprio grazie a questi esempi di ‘cattiva politica e pessima amministrazione’ che poi la gente perde fiducia nelle amministrazioni.
Per quel che riguarda la Bresso, anziché pontificare da Parigi, come si legge su di un sito, spero chieda asilo politico alla Francia e lì rimanga per non farsi più vedere dai piemontesi”.