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Super Fondazione Cultura – Stop delibera brutto giochetto sinistra

Super Fondazione Cultura – Carossa, Marinello e Cervetti (LNP) : “Lo stop alla delibera è il solito brutto giochetto della sinistra”

“Fatti salvi i regolamenti e il passaggio in Consiglio comunale a Torino, se è previsto, che la delibera per la nascita della Super Fondazione Musei deve fare, la notizia dello stop a tale atto non può che far riflettere. Non vorrei che sia il solito atteggiamento della sinistra che cerca di rimandare sempre tutto, nel goffo tentativo di difendere qualche orticello o qualche strapuntino, non accorgendosi che la realtà di oggi impone ben altri tempi e ben altre capacità decisionali”. Lo ha detto oggi il Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa commentando l’improvviso stop in Comune a Torino della delibera per la nascita della Super Fondazione Musei.

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente della Commissione Cultura della Regione, il leghista Michele Marinello , che ha sottolineato: “Chi non ha capito che l’unica via per il rilancio del nostro polo museale è la Super Fondazione vive fuori dalla realtà. Oggi non si può frammentare, dividere, è imperativo invece fare rete, creare sinergie e collaborazioni, per essere competitivi anche oltre le frontiere. E con il nostro patrimonio, pensiamo a che cosa significhi possedere realtà come Rivoli, Gam, Mao e Artissima unite in un unico soggetto che ne tragga le migliori potenzialità, possiamo esserlo.
Suona davvero strano dunque che la Giunta di una grande città come Torino non sappia che una delibera debba o meno andare in Consiglio, forse Fassino dovrebbe porre maggiore attenzione ai problemi reali che la sua Amministrazione deve affrontare e ricordarsi di fare il sindaco ogni tanto”.

D’accordo alla creazione di una Super Fondazione è anche la Consigliera comunale della Lega Nord Barbara Cervetti che ribadisce “l’impatto positivo che potrebbe avere l’opportunità di una razionalizzazione sotto una unica governance dell’offerta museale, ovviamente senza che venga intaccata la qualità del servizio culturale e minimamente rimaneggiata in negativo l’offerta al pubblico”. “Sullo stop di oggi – conclude Cervetti – rimane la brutta sensazione di strane manovre da parte del Pd, l’ennesima dimostrazione di una compagine politica incapace di mettersi d’accordo con sé stessa”.