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Cinema: dal 31 dicembre non esisteranno più le pellicole tradizionali

Marinello (LNP), Leo (PDL) e Laus (PD): “Troviamo risorse aggiuntive per salvare le piccole sale che devono affrontare la digitalizzazione”
Con un ordine del giorno presentato oggi il Presidente della Commissione Cultura della Regione, Michele Marinello (Lnp) e i due vice presidenti Giampiero Leo (Pdl) e Mauro Laus (Pd) chiedono alla Giunta regionale di reperire, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, risorse aggiuntive da destinare alla digitalizzazione delle sale cinematografiche. Fondi che potrebbero riproporre una misura concreta d’intervento a favore delle piccole sale, che oggi si trovano in estrema difficoltà anche alla luce del fatto che la distribuzione ha indicato nel 31 dicembre 2013 la data in cui cesserà del tutto l’invio di pellicole tradizionali sostituite dal supporto digitale.
“Il 31 dicembre di quest’anno suona come una dead line per le sale cinematografiche che non hanno ancora provveduto alla conversione al digitale – ha detto Marinello -, visto che di fatto da quel giorno scompariranno le pellicole tradizionali. In Piemonte sono circa un’ottantina le sale in queste condizioni e alcune province, come il Vco, non ne hanno nemmeno una che sia digitale. Dobbiamo fare subito qualcosa perché questo patrimonio insostituibile del territorio non vada perduto. Non dimentichiamo che noi, in Piemonte, nel 2011, grazie a un contributo tramite fondi europei, siamo stati i primi in Italia ad intervenire concretamente a favore del digitale permettendo di salvare quasi cinquanta sale cinematografiche. Quell’azione purtroppo ha finito la disponibilità economica ma la nostra regione deve proseguire sulla strada già tracciata”.

“Quello delle sale cinematografiche per lo più di provincia o di periferia è un patrimonio, anche culturale e di socializzazione, che dobbiamo tutelare – hanno aggiunto Giampiero Leo e Mauro Laus -. I cinema che si trovano più lontani dalle grandi città, a volte anche nelle parrocchie, costituiscono un tessuto di emozioni, cultura, lavoro e incontro che non può essere cancellato da una data e dalla rivoluzione digitale. In un mondo nel quale i valori paiono abdicare di fronte alle politiche economiche, la nostra Regione ha già dimostrato di saper prendere decisioni che tutelino le persone e la cultura. Anche in questo caso auspichiamo fortemente che si possa agire in questo senso”.